Sinistra Ecologia e Libertà dice "No!" alla centrale di Sedegliano
La diossina emessa dalla centrale di Sedegliano sarebbe dell’ordine di 44 mg/anno, paragonabili ad un decimo della quantità prodotta dall'insieme degli stabilimenti energetici di Porto Marghera (440 mg/anno). Queste cifre costituiscono una grave minaccia per la salute dei cittadini, considerando che le prime case si trovano a soli 400 metri dal sito in cui dovrebbe sorgere la centrale.
Altra questione, inoltre, è quella riguardante la quantità di legname che verrà bruciato: 96 800 tonnellate all’anno, di cui l’85% proveniente da Slovenia e Croazia. Non indifferente, dunque, sarebbe il transito di tir, calcolato di circa 12 tir al giorno, per soddisfare l’enorme richiesta della centrale. La quantità di legno necessaria al funzionamento di questa è talmente elevata che in soli 15 anni si dovrebbe bruciare un bosco di faggio di età di 15 anni di superficie pari a 50 chilometri quadrati; inoltre, non è garantita la ripiantumazione degli alberi bruciati.
Tutto ciò significa un enorme impatto ambientale e un danno per tutti noi, per salvaguardare, invece, l’interesse di pochi.
Le politiche di “Padroni a casa nostra” e “I nostri cittadini al primo posto” portate avanti in questi anni dalla Lega, ancora una volta, anche qui a Sedegliano - amministrato da una giunta leghista, la stessa che ha autorizzato la costruzione della centrale - si rivelano meri slogan elettorali.
Il tema della centrale a biomasse impone anche riflessioni di carattere più generale: la strategia energetica è una cosa troppo importante per lasciarla in mano ai privati e al libero mercato; al di là della necessità di un incisivo piano energetico regionale, va sottolineato con forza il bisogno che l'energia diventi un bene pubblico e non un mero oggetto di business.
Sinistra Ecologia e Libertà dice “No!” alla centrale a biomasse di Sedegliano.
Per Sinistra Ecologia e Libertà ci sono delle priorità:
la salute dei cittadini, la qualità dell’aria e della vita, il mantenere entro limiti accettabili l’inquinamento atmosferico già pesante, una produzione di energia che sia ecosostenibile.
Marco Paron Trivellato ,Coordinatore Sel Medio Friuli.