martedì 31 maggio 2011

Un vento dal Nord


Da Milano a Napoli, da Trieste a Cagliari, passando per Bologna e Novara, un nuovo vento sta soffiando nel paese dell'immutabile; così come la Bora e il Maestrale, pare essere un vento potente e inarrestabile, l'unico in grado di spazzare via le oscure nubi che da anni coprono la politica Italiana.
E ancora una volta è Milano la locomotiva del cambiamento, come per Mussolini e per Berlusconi, la capitale del Nord diventa il laboratorio della nuova politica, la stazione di partenza per l'Italia del domani.
Con uno sconvolgente 55,10% Giuliano Pisapia, dopo aver conquistato da tempo i cuori dei milanesi, riesce ad entrare a palazzo Marino tra gli scroscianti applausi e i sorrisi di una Milano che crede nel cambiamento, e che desidera essere ancora la capitale della solidarietà e dell'innovazione, un ruolo che da quasi 15 anni gli era stato strappato da ammnistrazioni comunali incapaci e mafiose.
Dal canto suo Luigi de Magistris con un 65,37% riesce a conquistare il capoluogo Partenopeo, la capitale di quel Merdione tanto demonizzato dalle orde padano-leghiste. Una Napoli messa in ginocchio dalla munnezza e dall'abusivismo edilizio; una città stanca di vedere il proprio hinterland controllato dalla camorra e i suoi giovani ammazzati per la droga. Insomma anche Napoli ieri è andata alle urne e ha detto basta al governo incapace e ingessato della Bonino, e così come i milanesi, anche i napoletani hanno scelto il cambiamento, la novità che li guiderà fuori dal baratro e che farà tornare Napoli la capitale della cultura e della commedia italiana.
Infine non possiamo dimenticarci Trieste che con Roberto Cosolini e il suo 57,51% riesce a liberare, parole sue, "la città dai fantasmi del passato" e si dice pronto a compiere "scelte che guardino avanti"; e Cagliari dove con un imprevedibile 59,42% Massimo Zedda conquista il capoluogo sardo e dichiara "’è un’aria nuova, tanti elementi hanno contribuito a questa vittoria, Cagliari non si chiuderà nelle sue mura".
Insomma tutte le grandi città del Nord e la gran parte di quelle del Sud hanno scelto di cambiare, di chiudere con la politica mafiosa e corrotta, con il berlusconismo inefficente e colluso che per quasi 20 anni ha messo in ginocchio il Paese che solo ora, con i voti del 16 e del 30 maggio, sembra sperare ancora in un futuro migliore.

venerdì 27 maggio 2011

Gli Indignados, la voce dei giovani diventa un grido

E' da due settimane ormai che piazza Puerta del Sol, a Madrid, è occupata da migliaia di ragazzi stanchi della crisi che da 4 anni strangola la Spagna.
Il Carovita spagnolo è ormai salito a livelli vertiginosi e la crisi edilizia ed economica non accenna ad arrestarsi, insomma la Spagna di re Juan Carlos continua a soffrire gli effetti della pesante crisi economica che nel 2008 mise in ginocchio il gigante Statunitese e tutto l'Occidente.
Stanchi della crisi e delle inefficaci contromisure adotatte dal governo di Zapatero, i ragazzi di Puerta del Sol, gli "Indignados", continuano da giorni a manifestare la loro contrarietà verso la politica spagnola, accusandola di corruzione, di inefficenza e di aver rubato il futuro a centinaia di miglialia di giovani come loro.
Sono in molti ormai, in tutta Europa, a sostenere che le proteste giovanili che stanno sconvolgendo la penisola Iberica, presto si diffonderanno come una macchia d'olio in tutti i paesi più avanzati dell'Unione, incluso il nostro.
Qui in Italia le proteste degli studenti e dei precari ci sono già state e continuano ad essere all'ordine del giorno, ma nonostante ciò il governo continua ad ignorare tutti quei giovani italiani, che stanchi di vivere in condizioni di precarietà e di incertezza verso il futuro, hanno deciso di scendere nelle piazze e di manifestare apertamente il proprio dissenso.
Attraverso movimenti come il "5 stelle" di Beppe Grillo, una nuova consapevolezza sta nascendo nella nostra società, è un desiderio profondo di cambiamento, di distacco dal passato, per molti aspetti simile a quello seguito dopo lo shock di Tangentopoli, quello che diede vita alla cosidetta Seconda Repubblica.
E' quindi un fenomeno nuovo, inaspettato, figlio delle privazioni provocate dalla Crisi, davanti al quale la politica non può restare in disparte. I partiti devono ascoltare questi giovani, perchè è proprio a causa della loro sordità che questo dissenso è divenato protesta. Se le forze politiche anziché chiudersi nelle loro sedi, nei loro Parlamenti, avessero ascoltato i loro concittadini, avrebbero capito quanto disagio e quanta incertezza ci sia, sopratutto tra i più giovani.
La Sinistra da sempre si è dichiarata la forza riformatrice per eccellenza; la grande onda che dalle piazze arriva nei centri di potere, per cambiarli e per restituirli al popolo. Da anni però questa forza è venuta a mancare; dalla morte di Berlinguer, la Sinistra si è chiusa in se stessa, come se non fosse mai stata capace di superare lo shock provocato dalla morte prematura del suo più grande leader.
Ebbene è ora che la Sinistra si risvegli, che ritorni nelle piazze, ma non con le sue bandiere ormai triste ricordo di un passato lontano; ma con quella forza che solo lei, con la sua gente, con i suoi giovani riesce ad esprimere. La Sinistra deve andare in tutte le Puerte del Sol d'europa, e insieme ai precari, insieme ai giovani, insieme a tutti gli indignati, costruire una nuova politica, che non sia più schiava delle tradizioni e dei fasti passati; una Sinistra che sia portavoce della piazza, che sia in grado di essere quell'ondata vigorosa che spezza via le catene del passato, e che guarda al futuro come a una sfida dalla quale non si vuole scappare. Come disse Giorgio Gaber: "[...] il desiderio di appartenere a un razza che vuole cambiare veramente le vita".

giovedì 26 maggio 2011

Con i lavoratori della Fincantieri

Dopo che per nove mesi era covata, sedata e repressa, lunedì sera è esplosa la rabbia dei lavoratori Fincantieri. La notizia circolava da settembre, tra anticipazioni e smentite. Rassicurazioni, false promesse e forse illusioni. Ieri all'incontro romano tra azienda e sindacati, il demone si è fatto carne. Fincantieri ha annunciato la persistenza di 2.500 esuberi e quindi la necessità del gruppo, per sopravvivere, di procedere a ridimensionamenti e chiusure di stabilimenti. [...]

domenica 22 maggio 2011

un caso curioso


Una coppietta a Sapori Pro Loco:
io - "Buonasera posso lasciarvi un volantino?"
lui - "Si grazie. 2 Si ma per cosa?"
lei - "ma per il referendum no?!"

ormai sta diventando una cosa scontata, però un promemoria non guasta mai: il 12 e il 13 giugno vota 2 SI per di no, l'acqua non si vende!

giovedì 19 maggio 2011

Gli scioperi - un disagio per i clienti o per i titolari?

Il 1° aprile 2011 è stato indetto lo sciopero generale degli auto-ferro-tranvieri, e come tutti ben sapete i trasporti pubblici sono un necessità soprattutto per chi vive in città o per chi lavora in un luogo relativamente lontano.

Alla luce dei disagi che questo sciopero ha provocato sorge spontanea una domanda: ma questi scioperi (mi riferisco unicamente a quelli del comparto pubblico) per come vengono gestiti oggigiorno, non provocano più disagio ai clienti che ai datori di lavoro?

Effetivamente pare proprio che sia così; quindi il bloccare i servizi pubblici per manifestare la propria protesta non rischia di provocare un effetto boomerang, cioè di far dimunire la propria capacità di pressione (come scioperante) anziché aumentarla? Perchè sia ben chiaro che agendo in questo modo non solo si riscontra il malcontento dei datori di lavoro, ma anche quello dell'opinione pubblica e quindi la lotta diventa "tutti contro uno".

A mio parere una possibile alternativa potrebbe essere l'abolizione di tutte le tariffe per la giornata in cui si è indetto lo sciopero, in questo modo i trasporti (o i servizi degli uffici) sono gratuiti e quindi il danno si riversa interamente sulla azienda anziché sui cittadini.Credo che in questo modo la capicità di pressione degli scioperanti aumenti considerevolmente dato che il cliente può usufruire del servizio senza pagarne il prezzo.Inoltre il danno per il datore di lavoro è enorme dato che i cittadini attenderanno con trepidazione lo sciopero per compiere dei viaggi più lunghi (o svolgere le proprie pratiche) e quindi sfruttare al massimo il vantaggio. Quindi per quella giornata si riscontrerà un enorme utilizzo del servizio, che però viene erogato a costo 0 e quindi diventa estremamente sconveniente per il titolare non acconsentire alle richieste degli scioperanti.

Un'altra possibilità potrebbe essere il sistema Svedese, ovvero il dipendente pubblico può scioperare finché non gli è stato rinnovato il contratto, e quindi agisce a priori senza cagionare danni a terzi.
In conclusione ritengo che sia necessario rivedere la regolamentazione degli scioperi dei dipendenti pubblici, perchè ancora una volta le leggi attuali riducono il potere contrattuale del lavoratore e per di più cagionano danni al cittadino.

Nicolò Berti

Ai ballottaggi per vincere insieme

Abbiamo riaperto la partita come ci eravamo promessi al congresso fondativo di SEL a Firenze. Il risultato di Milano e non solo: basta guardare Cagliari, che ci dice che le primarie sono decisive per scegliere candidati competitivi capaci di rinnovare il centrosinistra e mettere in crisi il berlusconismo. Lo stesso risultato di De Magistris a Napoli, ci deve far leggere il primo turno come una sorta di primarie nel centrosinistra dove l’elemento dell’innovazione prevale su una razionalita politica e delle alleanze percepita come continuismo con la stagione del bassolinismo.

A differenza della precedente tornata amministrativa questa volta si va ai ballottaggio in molte città e province. Non dobbiamo avere tentennamenti: ovunque SEL deve lavorare per sostenere il candidato di centrosinistra arrrivato al ballottaggio perché a Milano come a Napoli si può vincere insieme al popolo di centrosinistra e dare un altra botta al berlosconismo.

Anche il risultato di SEL ha contribuito a riaprire la partita. Le elezioni amministrative non sono le elezioni politiche ma nonostante le difficoltà alcune oggettive altre che dipendono da noi e che vanno corrette, nelle principali città il risultato di SEL è incoraggiante. Quasi ovunque sopra il quattro con punte significative sopra il 6 come a Cagliari. Straordinario il risultato di Bologna dove la lista Frascaroli-Vendola supera il 10 dandoci anche qualche indicazione di lavoro su un risultato che ci premia di più dove siamo capaci di essere un soggetto aperto che sperimenta e non la tradizionale proposizione di un partitino di sinistra.

Una riflessione approfondita dovremmo invece fare su alcuni risultati negativi avuti in alcune realtà come ad esempio Reggio Calabria. Ovunque, comunque, nelle città piu significative, se si esclude Napoli dove ovviamente paghiamo la sconfitta di Morcone, SEL supera l’Italia dei Valori collocandosi cone partito principale del centrosinistra dopo il PD.

Ora ci aspetta ancora un mese di straordinario impegno e passione per vincere i ballottaggi e i referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento. Una sfida decisiva per costruire il nuovo centrosinistra e battere il berlusconismo, insomma per vincere la partita che abbiamo contribuito in modo decisivo a riaprire.

Paolo Cento

tratto da http://www.sinistraecologialiberta.it/articoli

mercoledì 18 maggio 2011


a breve organizzeremo dei banchetti in tutto il medio friuli per sostenere il referendum del 12 e 13 giungno.

Risultati regionali

I risultati ottenuti dalle liste che si sono presentate alle elezioni amministrarive del 15 e 16 maggio in FVG con il simbolo di Sinistra Ecologia e Libertà:

  • Provincia di Trieste 6,72% vince in coalizione con Teresa Poropat
  • Provincia di Gorizia 8,18% vince in coalizione con Enrico Gherghetti
  • Monfalcone 5,42%
  • Ronchi dei Legionari 7,3% vince in coalizione con Roberto Fontanon
  • Pordenone 2,28%
  • San Vito al Tagliamento 6,20% vince in lista unita con IDV e in coalizione con Antonio di Biscaglie
  • Muggia 9,67% vince in coalizione con Nerio Nesladek
  • Trieste 5,54% accede al ballottaggio (40,45%) in coalizione con Roberto Cosolini

In tutte i comuni e le provincie in cui Sinistra Ecologia e Libertà si è presentata con il suo simbolo, è stato confermato il partito più votato dopo il Partito Democratico.

In tutti i seggi del FVG (eccetto Pordenone) mantiene una percentuale superiore al 5%, segno che questo partito ha capacità e potenzialità notevoli, e che è stato fatto un ottimo lavoro in tutto il territorio regonale.

dati ricavati da: regione.fvg.it

2 SI PER L'ACQUA

L'acqua è di tutti

L'acqua è una risorsa vitale che appartiene a tutti.
E' un diritto universale. Una gestione privata del servizio idrico
garantisce gli interessi di pochi.

Non tutto può essere gestito dal mercato
Esistono degli spazi e dei beni comuni che sono
alla base della vita

VOTIAMO 2 SI ai prossimi referendum:
per bloccare le politiche di privatizzazione dell'acqua
per riaffermare il valore dell'acqua come bene comune
per rivendicare una gestione pubblica
e partecipata della risorsa idrica

E' una questione di civiltà. Nessuno si senta escluso.
Sosteniamo la campagna referendaria
http://perlacqua.wordpress.com