
Da Milano a Napoli, da Trieste a Cagliari, passando per Bologna e Novara, un nuovo vento sta soffiando nel paese dell'immutabile; così come la Bora e il Maestrale, pare essere un vento potente e inarrestabile, l'unico in grado di spazzare via le oscure nubi che da anni coprono la politica Italiana.E ancora una volta è Milano la locomotiva del cambiamento, come per Mussolini e per Berlusconi, la capitale del Nord diventa il laboratorio della nuova politica, la stazione di partenza per l'Italia del domani.
Con uno sconvolgente 55,10% Giuliano Pisapia, dopo aver conquistato da tempo i cuori dei milanesi, riesce ad entrare a palazzo Marino tra gli scroscianti applausi e i sorrisi di una Milano che crede nel cambiamento, e che desidera essere ancora la capitale della solidarietà e dell'innovazione, un ruolo che da quasi 15 a
nni gli era stato strappato da ammnistrazioni comunali incapaci e mafiose.Dal canto suo Luigi de Magistris con un 65,37% riesce a conquistare il capoluogo Partenopeo, la capitale di quel Merdione tanto demonizzato dalle orde padano-leghiste. Una Napoli messa in ginocchio dalla munnezza e dall'abusivismo edilizio; una città stanca di vedere il proprio hinterland controllato dalla camorra e i suoi giovani ammazzati per la droga. Insomma anche Napoli ieri è andata alle urne e ha detto basta al governo incapace e ingessato della Bonino, e così come i milanesi, anche i napoletani hanno scelto il cambiamento, la novità che li guiderà fuori dal baratro e che farà tornare Napoli la capitale della cultura e della commedia italiana.
Infine non possiamo dimenticarci Trieste che con Roberto Cosolini e il suo 57,5
1% riesce a liberare, parole sue, "la città dai fantasmi del passato" e si dice pronto a compiere "scelte che guardino avanti"; e Cagliari dove con un imprevedibile 59,42% Massimo Zedda conquista il capoluogo sardo e dichiara "’è un’aria nuova, tanti elementi hanno contribuito a questa vittoria, Cagliari non si chiuderà nelle sue mura".Insomma tutte le grandi città del Nord e la gran parte di quelle del Sud hanno scelto di cambiare, di chiudere con la politica mafiosa e corrotta, con il berlusconismo inefficente e colluso che per quasi 20 anni ha messo in ginocchio il Paese che solo ora, con i voti del 16 e del 30 maggio, sembra sperare ancora in un futuro migliore.





