giovedì 19 maggio 2011

Gli scioperi - un disagio per i clienti o per i titolari?

Il 1° aprile 2011 è stato indetto lo sciopero generale degli auto-ferro-tranvieri, e come tutti ben sapete i trasporti pubblici sono un necessità soprattutto per chi vive in città o per chi lavora in un luogo relativamente lontano.

Alla luce dei disagi che questo sciopero ha provocato sorge spontanea una domanda: ma questi scioperi (mi riferisco unicamente a quelli del comparto pubblico) per come vengono gestiti oggigiorno, non provocano più disagio ai clienti che ai datori di lavoro?

Effetivamente pare proprio che sia così; quindi il bloccare i servizi pubblici per manifestare la propria protesta non rischia di provocare un effetto boomerang, cioè di far dimunire la propria capacità di pressione (come scioperante) anziché aumentarla? Perchè sia ben chiaro che agendo in questo modo non solo si riscontra il malcontento dei datori di lavoro, ma anche quello dell'opinione pubblica e quindi la lotta diventa "tutti contro uno".

A mio parere una possibile alternativa potrebbe essere l'abolizione di tutte le tariffe per la giornata in cui si è indetto lo sciopero, in questo modo i trasporti (o i servizi degli uffici) sono gratuiti e quindi il danno si riversa interamente sulla azienda anziché sui cittadini.Credo che in questo modo la capicità di pressione degli scioperanti aumenti considerevolmente dato che il cliente può usufruire del servizio senza pagarne il prezzo.Inoltre il danno per il datore di lavoro è enorme dato che i cittadini attenderanno con trepidazione lo sciopero per compiere dei viaggi più lunghi (o svolgere le proprie pratiche) e quindi sfruttare al massimo il vantaggio. Quindi per quella giornata si riscontrerà un enorme utilizzo del servizio, che però viene erogato a costo 0 e quindi diventa estremamente sconveniente per il titolare non acconsentire alle richieste degli scioperanti.

Un'altra possibilità potrebbe essere il sistema Svedese, ovvero il dipendente pubblico può scioperare finché non gli è stato rinnovato il contratto, e quindi agisce a priori senza cagionare danni a terzi.
In conclusione ritengo che sia necessario rivedere la regolamentazione degli scioperi dei dipendenti pubblici, perchè ancora una volta le leggi attuali riducono il potere contrattuale del lavoratore e per di più cagionano danni al cittadino.

Nicolò Berti

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