E' da due settimane ormai che piazza Puerta del Sol, a Madrid, è occupata da migliaia di ragazzi stanchi della crisi che da 4 anni strangola la Spagna.Il Carovita spagnolo è ormai salito a livelli vertiginosi e la crisi edilizia ed economica non accenna ad arrestarsi, insomma la Spagna di re Juan Carlos continua a soffrire gli effetti della pesante crisi economica che nel 2008 mise in ginocchio il gigante Statunitese e tutto l'Occidente.
Stanchi della crisi e delle inefficaci contromisure adotatte dal governo di Zapatero, i ragazzi di Puerta del Sol, gli "Indignados", continuano da giorni a manifestare la loro contrarietà verso la politica spagnola, accusandola di corruzione, di inefficenza e di aver rubato il futuro a centinaia di miglialia di giovani come loro.
Sono in molti ormai, in tutta Europa, a sostenere che le proteste giovanili che stanno sconvolgendo la penisola Iberica, presto si diffonderanno come una macchia d'olio in tutti i paesi più avanzati dell'Unione, incluso il nostro.
Qui in Italia le proteste degli studenti e dei precari ci sono già state e continuano ad essere all'ordine del giorno, ma nonostante ciò il governo continua ad ignorare tutti quei giovani italiani, che stanchi di vivere in condizioni di precarietà e di incertezza verso il futuro, hanno deciso di scendere nelle piazze e di manifestare apertamente il proprio dissenso.
Attraverso movimenti come il "5 stelle" di Beppe Grillo, una nuova consapevolezza sta nascendo nella nostra società, è un desiderio profondo di cambiamento, di distacco dal passato, per molti aspetti simile a quello seguito dopo lo shock di Tangentopoli, quello che diede vita alla cosidetta Seconda Repubblica.
E' quindi un fenomeno nuovo, inaspettato, figlio delle privazioni provocate dalla Crisi, davanti al quale la politica non può restare in disparte. I partiti devono ascoltare questi giovani, perchè è proprio a causa della loro sordità che questo dissenso è divenato protesta. Se le forze politiche anziché chiudersi nelle loro sedi, nei loro Parlamenti, avessero ascoltato i loro concittadini, avrebbero capito quanto disagio e quanta incertezza ci sia, sopratutto tra i più giovani.
La Sinistra da sempre si è dichiarata la forza riformatrice per eccellenza; la grande onda che dalle piazze arriva nei centri di potere, per cambiarli e per restituirli al popolo. Da anni però questa forza è venuta a mancare; dalla morte di Berlinguer, la Sinistra si è chiusa in se stessa, come se non fosse mai stata capace di superare lo shock provocato dalla morte prematura del suo più grande leader.
Ebbene è ora che la Sinistra si risvegli, che ritorni nelle piazze, ma non con le sue bandiere ormai triste ricordo di un passato lontano; ma con quella forza che solo lei, con la sua gente, con i suoi giovani riesce ad esprimere. La Sinistra deve andare in tutte le Puerte del Sol d'europa, e insieme ai precari, insieme ai giovani, insieme a tutti gli indignati, costruire una nuova politica, che non sia più schiava delle tradizioni e dei fasti passati; una Sinistra che sia portavoce della piazza, che sia in grado di essere quell'ondata vigorosa che spezza via le catene del passato, e che guarda al futuro come a una sfida dalla quale non si vuole scappare. Come disse Giorgio Gaber: "[...] il desiderio di appartenere a un razza che vuole cambiare veramente le vita".
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