domenica 11 dicembre 2011

Il giorno Giovedì 15 Dicembre alle ore 20.30  è convocata la riunione dell'assemblea di Sinistra Ecologia e Libertà nel Medio Friuli, con il seguente ordine del giorno:
1)programmazzione attività per i prossimi mesi (tema: il lavoro al tempo della Crisi)
2)varie ed eventuali

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Luogo        Osteria Ex Piramidi - Rivignano
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GIOVEDI' 15 Dicembre ore 20.30

sabato 19 novembre 2011

il giorno 24 novembre a Rivignano è convocata la riunione dell'assemblea di Sinistra Ecologia e Libertà nel Medio Friuli, con il seguente ordine del giorno: 
 
1)programmazzione attività per i prossimi mesi
2)varie ed eventuali


 Luogo                          
(luogo preciso ancora da definire)
 

GIOVEDI' 24 Novembre ore 20.30

sabato 12 novembre 2011

Il circolo del MEDIO FRIULI

Ieri sera (11 Novembre 2011) si è tenuto il primo incontro di SEL Medio Friuli. Dalle opinioni espresse da tutti i compagni è stato possibile cogliere i punti fondamentali per la nascita del nuovo circolo territoriale del Medio Friuli, facilmente riassumibili in due parole: APERTURA e TERRITORIO.
IL circolo sarà aperto a tutti coloro (tesserati e non) che desiderino prendere parte ai suoi dibattiti e alle attività che promuoverà nella nostra zona. Fondamentale è stato riconoscere il fatto che non si possono avere legami, e quindi poter promuovere tematiche fondamentali per il territorio, se prima non si ha la possibilità di dialogare con il suo popolo e quindi di conoscerlo a fondo in tutte le sue parti.

Alle base di tutte le nostre iniziative devo però esserci una visione chiara del mondo, di come crediamo debba essere, e questa visione è riconducibile agli ideali della Sinistra: solidarietà, collaborazione, sostenibilità ambientale, uguaglianza sociale, valorizzazione e tutela della cultura anche locale, legalità.

Il circolo del Medio Friuli ha preso l'impegno di (ri)creare un luogo di dibattito, di discussione, di aggregazione e di costruzione politica e culturale, che possa essere il laboratorio della Sinistra nelle terre che dal Taglimento arrivano fino alle porte di Udine.

martedì 8 novembre 2011

Venerdì 8 novembre si terrà la cena di Sinistra Ecologia e Libertà Medio Friuli. Per maggiori informazioni clicca su "IN PROGRAMMA".
La credibilità italiana, proporzionata al 2011... e alle parole del premier Berlusconi!

domenica 16 ottobre 2011

15 ottobre 2011, gli indignados diventano braccados


Scrivo qui di seguito la cronistoria della mia esperienza al corteo degli Indignados; ciò che riporto è ancora vivo e lucido nella mia mente perché  l’ho vissuto in prima persona.


Sono circa le 14 e siamo appena usciti dalla fermata della metro di Roma Termini, davanti a noi c'è una piazza gremita di colori e di persone di varia provenienza: dagli studenti della Sapienza agli attori del teatro Valli con il loro carro allegorico, dai metalmeccanici della Fiom alle associazioni No-Tav.
La testa del corteo, guidata dai comitati dell'Acqua Bene Comune, era già partita circa da un ora, noi ci trovavamo al centro, tra gli studenti universitari e i metalmeccanici. Per il momento andava tutto bene, eravamo circondati da mille colori e canti di ogni genere, da "bella ciao" a canzonette napoletane su Berlusconi e le sue escort.
Appena entrati in via Cavour iniziano i primi disordini, alcuni anarchici hanno bruciato due Mercedes e sfondato un bancomat, siamo quindi costretti a fermarci e ad aspettare che i pompieri dominino le fiamme.
Nel giro di 15 minuti la situazione è di nuovo tranquilla, procediamo quindi verso i Fori Imperiali, ma arrivati a metà della via, all'altezza dei rottami bruciati, scoppia il caos: I Black Block non se ne sono andati, si sono nascosti nelle vie laterali e ci hanno aspettato!
Da un incrocio di fronte a noi si sento esplosioni e vediamo un sacco di fumo uscire dai lati dei palazzi, sono loro, sono tornati. Sono circa una trentina, scoppia il panico nel corteo, la gente fugge indietro verso di noi, un gruppo di Rifondazione Comunista abbandona i cartelli e si lancia contro i facinorosi usando le proprie bandiere nel disperato tentativo di respingerli.
Non facciamo in tempo a voltarci per fuggire quando da un vicolo subito a fianco a noi spuntano altri venti Black Block, in tenuta d'assalto con le spranghe e i petardi in mano, pronti  a liberare i propri compagni dal blocco dei rifondaroli. Subito i manifestanti di Sinistra e Libertà capiscono che la situazione stà diventando critica e senza esitare si buttano addosso a loro, e con un coraggio immane li affrontano a mani nude e con le aste delle bandiere.
Il mio amico Giuseppe corre subito in loro sostegno e insieme ai cinquantenni di SEL cerca di respinge gli anarchici in un altro vicolo. Ci riescono, i Black Block sono in fuga, ma prima di dileguarsi si voltano e ci lanciano contro due bombe carta, una cade in mezzo ad un bar e per fortuna non ferisce nessuno, l'altra cade in mezzo ai nostri difensori, uno di loro cerca di tirarla via ma gli esplode in mano portandoli via tre dita. Altri rimangono leggermente feriti tra cui Giuseppe, che se la cava con una bruciatura sulla spalla e con un leggero danno all'orecchio destro.
Nell'inseguire per i vicoli gli anarchici, ci accorgiamo che diverse camionette della polizia sono posizionate intorno a noi, ma il fatto curioso è che nessun poliziotto è in strada per fermare i facinorosi in fuga.
Decidiamo di avanzare, via dei Fori Imperiali è vicina ormai, più avanziamo e più ci rendiamo conto della distruzione che ci circonda, una pompa di benzina è sfondata, le saracinesche dei negozi sono divelte, le vetrine sfondate.
Arrivati ai Fori scopriamo che la polizia è in tenuta anti sommossa pronta a intervenire, molti manifestanti inveiscono contro di loro urlando "perché non avete fatto niente??", "dove eravate??", per un attimo scoppia il panico perché alcuni stanno tirando sanpietrini contro le forze dell'ordine, ma subito vengono fermati dagli altri manifestanti e la marcia del corteo, ormai mutilato, prosegue.
Arriviamo al Colosseo, per lo più alla spicciolata, non siamo più compatti come all'inizio, molti sono usciti dalla via principale e ci osservano avanzare verso piazza San Giovanni, il nostro punto di arrivo.
Ad un tratto sentiamo una lunga serie di esplosioni e vediamo centinaia di persone fuggire verso di noi, stanno fuggendo da via Labicana. Dietro di loro si alzano due alte colonne di fumo nero, l'elicottero della polizia rotea sopra la via come impazzito, cerca di capire cosa succede, ma nessuno lo sa con certezza.
Cerchiamo di fermare qualcuno per sapere cosa succede, uno di loro ci  dice che via Labricana è in fiamme, che stanno bruciando una caserma, un altro si avvicina e urla: "non andate di là, è un campo di battaglia". Capiamo che ormai la testa del corteo è perduta, bloccata in piazza San Giovanni e non abbiamo nessuna possibilità di raggiungerli.
In preda alla confusione più totale, centinaia di persone si accalcano davanti al Colosseo, alcuni cercano di raggiungere la piazza aggirando la battaglia, ma è impossibile perché i Black Block sono ovunque, e se non sono loro a fermarci è la polizia.
Ad un tratto mi telefona Ivan, il compagno della Fiom con cui sono venuto a Roma, ci eravamo separati in via Cavour dopo l'attacco, e mi chiama per chiedermi se sto bene e per capire com'è la situazione più avanti, io gli dico che siamo bloccati e che non possiamo avanzare, lui mi risponde che via Cavour è di nuovo sotto attacco e che stanno arrivando da noi insieme agli studenti. A quel punto capiamo che siamo bloccati, non possiamo ne avanzare ne indietreggiare, la testa del corteo sta subendo le cariche della polizia e degli anarchici, e la coda è bloccata all'inizio di via Cavour.
Il tempo passa, ci aggiriamo per via dei Fori Imperiali cercando di capire cosa sta succedendo ai compagni che si trovano più avanti, ci dicono che molti si sono nascosti dentro alle chiese o nei palazzi, che la polizia è in fuga perché tutti i facinorosi si stanno concentrando in piazza San Giovanni.
Ad un tratto sentiamo cantare dietro di noi, ci voltiamo, è la Fiom, finalmente sono arrivati, stanno in testa a ciò che rimane del corteo e lo stanno guidando verso di noi. I ranghi sono compatti, si tengo tutti sotto braccio per rimanere uniti, mentre sui lati il loro Servizio D'ordine usa le bandiere come transenne per impedire l'accesso ai facinorosi. Subito dietro di loro vediamo gli studenti, anche loro sono compatti e avanzano a passo sicuro.
Appena ci raggiungo dalla folla scoppia un enorme applauso, tutti i manifestanti rimasti si uniscono a al corteo guidato ora dalla Fiom ed entrano nei ranghi e tutti insieme ci dirigiamo verso piazza Vittorio, evitando in questo modo li scontri. Finalmente siamo al sicuro.
Arrivati a destinazione Landini in persona sale sul camion che apriva la strada e con un microfono ringrazia tutti i metalmeccanici, senza i quali non sarebbe stato possibile evitare che questa grossa porzione di corteo si salvasse dal caos, e ci invita a scioglierci per raggiungere al più presto le nostre corriere in modo da poter lasciare Roma e il caos che l'ha coinvolta.
Arrivati allo scalo delle corriere dell'Anagnina scopriamo che anche in piazza Vittorio sono iniziati degli scontri perchè alcuni studenti non hanno seguito il consiglio di Landini e hanno preferito rimanere li. Noi in compenso siamo felici di esserne usciti illesi e aspettiamo con trepidazione il ritorno di tutti i nostri compagni che purtroppo non sono stati così fortunati.

Nicolò Berti

domenica 25 settembre 2011

La Repubblica Libera della Carnia

Oggi, Domenica 25 Settembre, si è tenuta ad Ampezzo la commemorazione della Repubblica Libera di Carnia, cioè della repubblica partigiana più vasta in Italia. Essa purtroppo ebbe vita breve perché nel giro di un solo mese venne brutalmente cancellata dall’intervento massiccio delle forze armate del Terzo Reich; nonostante ciò fu uno straordinario laboratorio di governo democratico e partecipativo del territorio, che si dimostrò uno straordinario esempio per le forze politiche del post Fascismo.
Ampezzo fu scelta come capitale della Repubblica Libera data la sua straordinaria posizione logistica, e lì vi presero sede l’assemblea governativa composta da tutti partiti dichiarati fuori legge dalle istituzioni Fasciste, e le varie commissioni (del lavoro, della salute pubblica, dell’istruzione, …) che avevano il compito di garantire a tutti i cittadini della Repubblica quelle condizioni di vita egualitarie che vent’anni di dittatura fascista avevano  cancellato.
La commemorazione si è tenuta nella piazza di fronte al palazzo della Repubblica che attualmente è la sede del museo della Liberazione, alla presenza del presidente della regione Renzo Tondo, del magnifico rettore dell’Università di Udine Cristina Compagni, dei rappresentanti delle provincie di Udine e di Trieste, e di molti sindaci della regione tra cui Furio Honsell.
Non potevano mancare tutti i circoli ANPI della Regione e il presidente regionale dell’ANPI - FVG Federico Vicentini, suo è stato il discorso più toccante nel quale ha ricordato l’importanza che ha avuto la nascita della Repubblica Libera della Carnia, e di come il sacrificio di migliaia di giovani che hanno dato la vita per il nostro Paese e per la libertà dall’oppressione nazifascista, è stato volutamente nascosto e discreditato da una destra politica incapace di comprendere il significato vero delle parole “libertà” e “uguaglianza”.
Un’assenza importante è stata quella del comune di Codroipo, nessuna delegazione istituzionale è partita dal capoluogo del Medio Friuli forse perché troppo impegnata nell’organizzazione di San Simone, o forse perché la neoeletta giunta presieduta dal dott. Fabio Marchetti  non ha ritenuto necessario porre omaggio a quei combattenti che diedero la vita per conquistare la nostra libertà. In compenso una delegazione del circolo ANPI Codroipo-Sedegliano-Rivignano , guidata dal giovanissimo segretario Tommaso Pivetta, si è recata in Carnia per portare il saluto e l’omaggio della popolazione del Medio Friuli.

Nicolò Berti


 (immagine dell'iniziativa promossa dall'UniUd)

martedì 20 settembre 2011

Sinistra Ecologia e Libertà dice "No!" alla centrale di Sedegliano

Analizzando i dati riguardanti la centrale a biomasse progettata per Pannellia, non ci si può non accorgere di aver a che fare con un vero e proprio mostro inquinante, altamente dannoso per l’ambiante e la salute di tutti coloro i quali abitano nel Comune di Sedegliano e nei comuni limitrofi.
La diossina emessa dalla centrale di Sedegliano sarebbe dell’ordine di 44 mg/anno, paragonabili ad un decimo della quantità prodotta dall'insieme degli stabilimenti energetici di Porto Marghera (440 mg/anno). Queste cifre costituiscono una grave minaccia per la salute dei cittadini, considerando che le prime case si trovano a soli 400 metri dal sito in cui dovrebbe sorgere la centrale.

Altra questione, inoltre, è quella riguardante la quantità di legname che verrà bruciato: 96 800 tonnellate all’anno, di cui l’85% proveniente da Slovenia e Croazia. Non indifferente, dunque, sarebbe il transito di tir, calcolato di circa 12 tir al giorno, per soddisfare l’enorme richiesta della centrale. La quantità di legno necessaria al funzionamento di questa è talmente elevata che in soli 15 anni si dovrebbe bruciare un bosco di faggio di età di 15 anni di superficie pari a 50 chilometri quadrati; inoltre, non è garantita la ripiantumazione degli alberi bruciati.

Tutto ciò significa un enorme impatto ambientale e un danno per tutti noi, per salvaguardare, invece, l’interesse di pochi.

Le politiche di “Padroni a casa nostra” e “I nostri cittadini al primo posto” portate avanti in questi anni dalla Lega, ancora una volta, anche qui a Sedegliano - amministrato da una giunta leghista, la stessa che ha autorizzato la costruzione della centrale - si rivelano meri slogan elettorali.

Il tema della centrale a biomasse impone anche riflessioni di carattere più generale: la strategia energetica è una cosa troppo importante per lasciarla in mano ai privati e al libero mercato; al di là della necessità di un incisivo piano energetico regionale, va sottolineato con forza il bisogno che l'energia diventi un bene pubblico e non un mero oggetto di business.


Sinistra Ecologia e Libertà dice “No!” alla centrale a biomasse di Sedegliano.

Per Sinistra Ecologia e Libertà ci sono delle priorità:
la salute dei cittadini, la qualità dell’aria e della vita, il mantenere entro limiti accettabili l’inquinamento atmosferico già pesante, una produzione di energia che sia ecosostenibile.

Marco Paron Trivellato ,Coordinatore Sel Medio Friuli.

sabato 17 settembre 2011

Referendum

Oggi dalle 16 alle 18, e domani dalle 10 alle 12.30, vi aspettiamo in P.zza Garibaldi a Codroipo per raccogliere le firme contro il Porcellum!




martedì 13 settembre 2011

Umberto Bossi presto abbandonerà la scena politica, lasciando un partito diviso e indeciso su chi sarà il suo successore. Nell'attesa di trovare questo delfino, la Lega rispolvera i vecchi slogan per rimanere unita.

mercoledì 7 settembre 2011

Una storia da non dimenticare

Sfogliando le pagine del Venerdì di Repubblica mi sono imbattuto in una storia curiosa e commovente fatta di genorosità e solidarietà, che magari il documentario di Alessandro Piva, Pasta Nera (presentato da poco al Festival di Venezia) ci aiuterà a non dimentare.
Tutto inizia subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, i Nazi-fasciti erano appena stati cacciati oltralpe e iniziava il processo di costruzione del nuovo stato democratico. Il Mezzogiorno a causa dei pesanti bombardamenti e dalle battaglie combattute nelle proprie città e nelle campagne era devastato, e la sua popolazione era stremata perchè le case erano state distrutte e gli alimenti scarseggiavano.
Al Nord la situazione era migliore perchè gli Americani erano stati fermati lungo la linea Gotica, all'altezza di Bologna, e il processo di liberazione venne condotto dai  partigiani del CLN; quindi le battaglie non furono di grandi dimensioni e non ebbero l'effetto devastante che avrebbero avuto se fossero combattute da un esercito dotato di armi pesanti.
Una dirigente comunista milanese, Teresa Noce, ben conscia di questa situazione, propose di intervenire a sostegno della popolazione delle regioni meridionali salvando dall'abbandono e dalla corruzione migliaia di bambini e bambine facendoli ospitare da generose famiglie emiliane. Questa proposta sarebbe rimasta di dimensioni limitate e circoscritta se nel dicembre del 1945, al Congresso del PCI non fosse salito sulla tribuna un delegato di Frosinone, per denunciare le condizioni miserevoli e disperate in cui vessavano i bambini del mezzogiorno, in particolare quelli di Cassino.
Lo stesso giorno una delegazione guidata da Teresa Noce si recò a Cassino per portare aiuto alla popolazione offendo denaro e alimenti, e da quella zona ridotta a un cumulo di macerie partirono i primi gruppi di bambini che sarebbero stati ospitati da alcune famiglie di contadini emiliane.
E così il progetto di Teresa Noce prese vita, i bambini di Cassino furono i primi, dopo di loro arrivarono molti altri come quelli di San Severo di Puglia che nel 1950 vennero ospitati dalle donne dell'Udi (Unione delle Donne D'Italia) di Ancona perchè le loro famiglie, braccianti e mezzadri ridotti alla fame, furono arrestate dall'esercito che respinse le loro proteste facendo ricorso ai carri armati.
Nonostante le paure e i timori, fomentate anche dai propri concittadini ("Andate in Alta Italia? Attenti che la i comunisti mangiano i bambini o li usano per fare sapone"), molti bambini ebbero la fortuna di vivere un'infanzia serena, senza il timore di non riuscire a trovare un pezzo di pane da metter sotto ai denti.Insomma grazie all'organizzazione e alla solidarietà di centinia di uomini e di donne, di militanti di Sinistra, fu possibile dare vita ad un progetto meraviglioso che unì il Paese in uno dei suoi momenti più duri, e lo fece attraverso i bambini. Fu l'incontro tra due culture diverse, due diversi modi di mangiare, di parlare e di vivere, fu un grande gesto per un grande Paese.
Ha ragione Luciana Viviani quando dice: "Il nostro è un Paese che ha bisogno di ricordare anche le cose bellissime che è stato capace di fare. Perchè noi siamo un pò contro noi stessi: ci diciamo tutto quello che facciamo di male, ma non ci diciamo quello che facciamo e che abbiamo fatto di buono".






Nicolò Berti



(spunti tratti da Il Venerdì di Repubblica del 26 Agosto 2011)


domenica 4 settembre 2011

SCIOPERO GENERALE

 Le risorse vanno investite per il riequilibrio, per la crescita, per il mezzogiorno, per l'occupazione dei giovani.
Contro la manovra e a sostegno delle proposte della CGIL, partecipate allo sciopero generale e alle manifestazioni del 6 settembre.

MANIFESTAZIONE PROVINCIALE DI UDINE
presidio in via Piave di fronte alla prefettura

ore 9.30   Concentramento

ore 10      Apertura comizio



                      Sciopero generale - Spot CGILtv


(testo riportato dai volantini CGIL)
www.cgil.it


sabato 3 settembre 2011

Riapre la stagione

"L'estate sta finendo" così si intitolava la canzone simbolo di Righeira che ci ricorda che anche quest'anno siamo arrivati alla fine delle vacanze estive, gli uffici riaprono, i turisti rientrano a casa e i palazzi del potere si riempiono di nuovo.

Si riapre la stagione insomma, quella politica intendo, i temi sul piatto quest'anno non sono più le stravaganze e le dame di compagnia del premier, bensì la crisi economica, l'immobilità e la crisi del terzo governo Berlusconi, il tracollo dei comuni italiani, il debito pubblico che ormai ha raggiunto livelli abnormi, e molti altri ancora (dovrei riempire 4 pagine solo per elencarli tutti).

Insomma è una riapertura di stagione molto particolare, avvincente oserei dire, perchè per la prima volta tutti i cittadini percepiscono l'avvicinarsi della tempesta, la tanto famigerata crisi economica che ormai è diventata palpabile con mano a tutti i livelli della nostra società. Sarà quindi un autunno esplosivo, fatto di proteste, manifestazioni e rivolte? questa per il momento è una risposta che non conosciamo, l'unica cosa certa per il momento è che la CGIL ha già indetto uno sciopero generale il 6 settembre per protestare contro la manovra di austerity formulata dal consiglio dei ministri; il sindacato spera in una grande affluenza (e si presume sarà così), magari sarà la scintilla che farà scoppire la collera degli Italiani, magari Celio (è in questo rione romano che si terrà il comizio principale della giornata) sarà la nostra Brixton.

E per quanto rigurada la nostra Codroipo? ormai sono passati quasi quattro mesi dall'elezione a sindaco del pdiellino Fabio Marchetti e quindi è un pò presto per dare giudizi, ma alcuni cambiamenti sono già sotto gli occhi di tutti; ad esempio sono comparsi in tutte le circonvallazioni gli speed-display, dei cartelli autovelox che di spaventoso hanno solo il nome perchè si limitano a lampaggiare per avvisarci che abbiamo superato il limite di velocità.

Intanto San Simone si avvicina e non esiste ancora un programma dei festeggiamenti perchè si stà ancora analizzando quali eventi organizzare e a chi concedere le concessioni di utilizzo degli stand (un pò tardino non credete?!), ma non possiamo incolpare il nostro buon sindaco per questo perchè quest'anno abbiamo avuto un evento molto più importante che lo ha coinvolto di persona: la sua elezione. Ma del resto si sà l'importante è vincere, quindi è più che comprensibile il fatto di dimenticarsi l'organizzare della festa più importante (anche perchè l'unica) della nostra cittadina.

Insomma questo è tutto, spero che abbiate passato delle buone vacanze perchè sarà un autunno molto impegantivo.


Nicolò Berti


lunedì 18 luglio 2011

Satira

Lunedì è stato un giorno nerissimo per Piazza Affari. I titoli del tesoro italiani sono crollati a causa della crisi economica non ancora superata e delle incertezze del governo sull'attuazione di legge di risanamento del bilancio pubblico. L'Italia diventa così un "osservato speciale" quasi al pari di Spagna, Portogallo e Grecia.

"Il Furbetto" sbanca al botteghino. La Binetti: "un grande successo"

Si ripete ancora una volta, secondo il solito copione ormai consolidato da decenni; un grande spettacolo che ha visto fior fior di registri abilissimi ogni volta a cambiare le sceneggiature a seconda dei gusti del pubblico, ma conservando sempre il solito Canovaccio. Questo è un grande spettacolo, questo è "Il Furbetto".

Questa volta i registi dello show sono Maurizio Sacconi, ministro della Sanità, e l'On. Paola Binetti, deputata dell'Unione dei "Democratici" di Centro. La sceneggiatura è il Biotestamento e il Teatro è l'ormai famosissima Camera dei Deputati (N.d.A. altro che il Giovanni da Udine). Il cast è d'eccezione: 332 attori, provenienti da varie scuole ma per lo più dalla Casetta delle Libertà di Roma, dall'accademia teatrale "Lega Nordica" di Pontida e la celebre opera lirica "Comunione e Liberazione" con sede nella santa diocesi di Milano.

Lo spettacolo, andato in scena martedì 12 luglio, è stato un successo anche se messo in secondo piano dal crollo dei titoli di Stato italiani e dagli attacchi speculativi che ha subito Piazza Affari nella mattinata antecedente la messa in scena.

Proprio per questo motivo, purtroppo i grandi invitati come Giorgio Napolitano non hanno potuto essere presenti in sala perchè impegnati a evitare il tracollo del Paese.

Lo spettacolo è iniziato con l'introduzione di Sacconi che ha presentato l'opera nella sua interezza definendola "il disegno di legge". Dopo di lui entra in scena la Dat (dichiarazioni anticipate di trattamento) che si presenta alla platea e apre lo spettacolo con il suo balletto, formato da una lunga serie di acrobazie e salti a rotta di collo che la portano a perdere tutti i suoi vestiti. Le prime a cadere via sono le volontà individuali, poi perde anche la libera scelta e infine viene catturata e imprigionata dentro al vincolo della "morte corticale".

Chiusa nella sua gabbia cartacea, la Dat è ora immobile e completamente nuda, non può reagire allo sciame di api che le ronza intorno e che le succhia il nettare come farebbe da un fiore. Alla fine, stremata e senza vita, la Dat viene avvicinata da un medico con un grande camice bianco, questo estrae dalla tasca un lungo tubo trasparente e lo fà brillare alla luce del riflettore; subito dietro di lui appare una grande Macchina, fredda e metallica ma dall'aspetto possente. E' la Macchina della Vita. Il medico cerca di agganciare la Dat al tubo, ma questa con le poche forze che le sono rimaste cerca di liberarsi, cerca di respingerlo, perchè non vuole quella falsa vita garantita dalla Macchina.

Ma dopo una breve lotta, la Dat è stremata e giace al suolo impassibile. Tutto tace intorno a lei, tranne l'incessante "bip" della Macchina che la terrà su questo mondo contro la sua volontà, fino alla fine dei tempi.

Si conclude così lo spettacolo, il pubblico si alza in piedi e dagli spalti i boati e gli applausi sono scroscianti. Un grandissimo successo. I due registi si dicono estremamente soddisfatti, ma in lontananza si sente anche qualche fischio. La critica riserva poche parole su questo spettacolo, ma per lo più sono commenti positivi, gli unici a dare un parere negativo sono Emma Bonino e il famoso critico teatrale Beppino Englaro, che definirà questo spettacolo come: "irrispettoso, un'insulto al buon senso dei cittadini e sopratutto è incostituzionale: nè un medico nè uno Stato può disporre della mia salute".

Ora aspetteremo con trepidazione che l'opera venga riprodotta in televisione ma la Rai per ora sembra non essere interessata a questa opera, in compenso però si sono fatte avanti Sky e La7. Aspetteremo con trepidazione il giudizio del pubblico a casa.


Nicolò Berti




Leggi l'articolo vero su: LaRepubblica.it

mercoledì 6 luglio 2011

Approvata la mozione di SEL a condanna del d.d.l. che riconosce e finanzia le associazioni degli ex-combattenti della R.S.I.

Il Consiglio comunale di Udine

Riconoscendo e condividendo i principi sanciti dalla Costituzione Italiana quali fondamentali diritti e valori della Repubblica Italiana, indispensabili ed insostituibili per fondare la democrazia e la libertà in Italia dopo quanto vissuto nella seconda guerra mondiale per mano della tragica follia nazi-fascista;

Venuto a conoscenza che la commissione Difesa della Camera dei deputati ha approvato una proposta di legge avente per oggetto “Disposizioni per le associazioni di interesse delle forze armate” che, motivata dalla necessità di dotare le associazioni combattentistiche di personalità giuridica, apre al riconoscimento e al finanziamento delle associazioni degli ex-combattenti della Repubblica Sociale Italiana;

Considerato che tale volontà di riconoscimento è divenuta palese con la bocciatura degli emendamenti dell'opposizione che proponevano correzioni del testo affinché fosse evitata tale inaccettabile previsione;

Considerato inoltre che l'approvazione in Commissione di questa proposta di legge (che dovrà essere discussa dall'Assemblea della Camera dei deputi) segue di poche settimane la presentazione al Senato di un disegno di legge per l'abrogazione della XII disposizione transitoria della Costituzione che vieta la ricostituzione, sotto qualsiasi forma, del partito fascista;

Preoccupato per queste ricorrenti iniziative di rivalutazione del partito fascista e di coloro che combatterono contro la Liberazione e l'affermazione della democrazia nel nostro Paese macchiandosi di orrendi delitti e di tradimento al servizio dell'occupante nazista;

Ricordato inoltre il ruolo avuto da Udine, città medaglia d'oro al valore militare per la Resistenza, e dal Friuli, con i suoi 3643 caduti per mano del nazi-fascismo, di cui un centinaio nella città di Udine, che vengono ricordati annualmente dalla comunità cittadina;

Ribadita la necessità di tenere sempre viva l'attualità dei valori della Resistenza e della Costituzione anti-fascista da parte delle Istituzioni, quale patrimonio comune per garantire la convivenza democratica e le libertà dei cittadini.

esprime la propria condanna

verso queste iniziative legislative che oscurano il carattere democratico della Repubblica;

impegna il Sindaco e il Presidente del Consiglio

a farsi portavoce dei sentimenti di condanna del Consiglio comunale e ad inviare il presente ordine del giorno alla Presidenza della Repubblica e alla presidenza della Camera di deputati dandone notizia all'opinione pubblica.

Udine, 27 giugno 2011

Firmato: Federico A. Pirone

cons. comunale SEL - Udine

martedì 5 luglio 2011

Tav o non Tav, questo è il problema!

Il Corridoio 5, la grande opera promossa dall'Unione Europea per collegare, attraverso una rete ferroviaria ad alta velocità, le regioni occidentali del continente con quelle orientali (partendo da Lisbona e arrivando fino a Kiev), pare essere giunta ad un punto di stallo. Il motivo? i Valsusani.
Questa piccola popolazione, che risiede nel versante orientale delle Alpi Cozie, ha deciso di ribellarsi all'ennesimo scempio perpretrato da uno Stato sovrano nei confronti della loro amata vallata.
Era il 1840 quando Carlo Alberto approvo la realizzazione di un tunnel ferroviario che unisse i regi terriotori di Savoia e Piemonte, passando attraverso un grande traforo da realizzare ai piedi del monte Frejus. I lavori si conclusero nel 1871 quando ormai la Savoia era stata ceduta alla Francia come pagamento per aver sostenuto i regnanti piemontesi nella loro lotta di unificazione della penisola italiana. Nonostante ciò, il neonato Stato Italiano considerò l'operà di grande utilità perchè rappresentava un'eccelente via di comunicazione con l'Europa industrializzata.
Visto il boom economico e il crescente commercio di merci tra gli stati europei, alla fine degli anni Settanta il governo italiano decise di dare il via ai lavori di costruzione di un tunnel autostradale che, correndo parallelo a quello ferroviario, permettesse un maggior flusso di merci e di persone tra l'Italia e i suoi vicini. E così il 12 luglio 1980 venne inaugurato il traforo autostradale del Frejus tra gli appluasi delle leadership italo-francesi e i borbottii dei valsusani che videro la loro valle devastata per la seconda volta da una grande opera costruita nel nome del Progresso.
Arriviamo così al 1996, l'anno di approvazione del progetto denominato Corridoio 5, la grande opera europea che prevede la realizzazione del terzo traforo sotto un monte, il Frejus, che ormai appare sempre più simile a una montagna carsica.
Ma è proprio vero il fatto che i due trafori abbiano contribuito a sviluppare il nostro paese? certamente il triangolo commerciale Torino-Milano-Genova avrà tratto giovamento dal primo traforo; e probabilmente le imprese lombarde e piemontesi hanno conosciuto un rapido aumento dei loro profitti grazie ai ridottissimi tempi di trasporto garantiti dal traforo degli anni Ottanta; ma questo nuovo "buco" è davvero necessario? a chi serve, all'Unione o all'Italia?
Certamente i valsusani questa domanda non se la sono posta visto che hanno già pagato, per ben due volte, un caro prezzo nel nome dello sviluppo economico del nostro Paese.
Una domanda che è stato posta è invece: "perchè non si potenzia la linea ferroviaria già esistente?" E la risposta non è tardata ad arrivare: "le dimensioni della galleria non permettono il trasporto di determinate categorie di carrozze, inoltre il traforo è situato ad un'altezza tale che si rende necessaria la spinta di due locomotori per trasportare le merci lungo la linea che presenta una fortissima pendenza".
Quindi fino a qui sembra evidente che il nuovo traforo è indispenbile; ma se andiamo ad approfondire scopriamo che i dati dimostrano che la vecchia linea non è sfruttata al massimo delle sue potenzialità, questo denota che il traffico non è così elevato da richiedere indispensabilmente una nuova linea.
Ma quindi? quest'opera non serve? Forse all'Italia direttamente no, certamente servirà all'Unione visto anche che è stata lei a promuoverla; o forse non aiuterà neanche lei, visto che i collegamenti tra i vari paesi esistono già e sono decisamente efficenti.
Ma insomma vale la pena compromettere ulteriormente una vallata, per realizzare un opera che probabilmente (e sottolineo questo termine) porterà scarsi contributi all'Italia e all'Europa? Vale la pena devastare ulteriormente la natura nel nome del benessere e dello sviluppo di una comunità sempre più esigente?
Lasciamo la risposta agli esperti di Roma e Bruxelles; e per passare il tempo mentre aspettiamo andiamo ad Avigliana, a Bussoleno, a Susa e in tutti i comuni della vallata a dare una mano ai valsusani a difendere il loro territorio, perché ahimé la natura non si difende da sola.

Nicolò Berti

sabato 2 luglio 2011

I giovani ricordano i giovani

E' necessario ricordare il passato, per non perdersi lungo la strada che conduce al futuro.

Il nostro terriotorio e la sua gente, purtroppo hanno in parte dimenticato come vivevano i loro compaesani, i loro parenti, di quaranta, cinquanta, sessant'anni fà: le lotte contadine, il CLN, la mezzadria, la "miserie nere", l'emigrazione.

Ringraziamo e ci complimentiamo con l'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) e con i suoi ragazzi, che ieri sera, venerdì 1 Luglio 2011, hanno organizzato nella sala consigliare del comune di Rivignano, un piccolo momento di ricordo. Attraverso le testimonianze di coloro che hanno vissuto le gloriose giornate della Resistenza, hanno ricostruito un pezzo di storia dimenticata e sconosciuta, sopratutto ai più giovani. Una storia a noi vicina, sia perchè narrava le vicende di tre giovanissimi partigiani rivignanesi, che hanno dato la vita per proteggere il loro paese dall'oppressione nazi-fascista; sia perchè i loro ideali di libertà, uguaglianza e democrazia, devono ogni giorno guidare la nostra vita, specialmente quando ci mettiamo al servizio della collettività.

Facendo tesoro di questi ricordi e di queste storie costruiremo insieme un Italia migliore.

Grazie ragazzi.

lunedì 27 giugno 2011

"In val di Susa, fermatevi!"

E’ di ieri sera, a poche ore dall’inizio della violenta azione delle forze dell’ordine, l’appello “FERMATEVI – Un appello alle istituzioni e alla politica” lanciato da un gruppo di intellettuali italiani - i cui primi fimatari sono Paolo Beni, il prof. Marcello Cini, Luigi Ciotti, Beppe Giulietti, il segretario della Fiom Maurizio Landini, Alberto Lucarelli, il prof. Ugo Mattei, Luca Mercalli, Giovanni Palombarini, Valentino Parlato, Livio Pepino, Carlo Petrini, Rita Sanlorenzo, Giuseppe Sergi, Alex Zanotelli – sulla Tav in Piemonte.
Nichi Vendola e i componenti della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’ hanno deciso di sottoscrivere l’appello, e invitano i propri militanti e le altre forze politiche a sottoscrivere questo appello (...)

leggi tutto l'articolo su: sinistraecologialiberta.it

i giovani ricordano i giovani


Durante la serata verranno letti alcuni documenti e riportate delle testimonianze circa la Resistenza partigiana nella zona di Rivignano (e non solo) e il rastrellamento da parte delle milizie fasciste. Fazzoletti di memorie di Cudin Giuseppe, D'Alvise Italo, Meret Otello, Lucca Giovanni...la meglio gioventù ai tempi della Resistenza. Verranno proposte interviste ai protagonisti, toccanti poesie e canzoni che scavano nella memoria.

Organizzata dall'
A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia)
Con il patrocinio dei Comuni di Rivignano e di Varmo

per maggiori informazioni visita il sito: la fabbrica di nichi - Codroipo


venerdì 24 giugno 2011

Satira

Per essere senatore in Italia devi aver compiuto almeno 40 anni. L'età media a palazzo Madama sfiora i 60 anni. FORZA GIOVANI!

mercoledì 15 giugno 2011

Allons enfants de la Patrie

E' uno scenario nuovo quello che si prospetta, figlio di un processo di mobilitazione iniziato con le proteste studentesche e dei precari dello scorso autunno, e culminato di recente con le elezioni amministrative e con l'approvazione referendum. Forse è proprio vero quello che dice il Washington Post: è la "Primavera Italiana".
Si chiude quindi l'epoca dei personalismi e del qualunquismo, e si apre quella dei grandi temi, del Bene Comune, della partecipazione cosciente.
Quello che all'inizio si configurava come un processo "carsico" (per usare le parole di Ilvo Diamanti), cioè nascosto e invisibile all'occhio, è ora uscito allo scoperto e ha mostrato chiaramente quanto la politica, o per lo meno un certo tipo di politica, si sia ormai allontanata dalla società. Niente più slogan, niente più crociate mediatiche, gli italiani ora vogliono dialogare e discutere sui grandi temi, andare oltre le divisioni partitiche e realizzare quel pacchetto di riforme (fiscali, elettorali, del lavoro e del welfare) che possono portare finalmente il Paese, fuori da questa crisi che da anni ormai strangola l'economia e i mercati.
Davanti a questa richiesta i partiti al governo e i loro leader, si sono ritrovati completamente impreparati e incapaci di reagire, hanno continuato a lavorare secondo lo schema ormai consolidato della "Guerra Santa", della demonizzazione dell'avversario, della costruzione della paura per mantenere alto il consenso; quindi una risposta inadatta, che ha creato un effetto boomerang devastante per la coalizione del centro-destra.
Diventa quindi compito dell'opposizione farsi carico di questa richiesta e promuovere tutte le politiche necessarie a salvaguardare il benessere di tutti i cittadini, e a rilanciare le imprese italiane. I partiti d'opposizione devono diventare i portavoce di questa "Primavera", devono mettere da parte le divisioni e cooperare per promuovere il Bene Comune.
In situazioni straordinarie (come quella attuale) le divisioni ideologiche devono venir meno, un partito di sinistra non deve temere di cooperare con un partito centrista; quella che appare come una forzatura si rende indispensabile se si vuole traghettare il Paese fuori dalla crisi e riportarlo ad un livello di benessere sufficentemente elevato.
I gruppi elettorali milanesi e i comitati referendari hanno mostrato chiaramente qual'è la nuova via che i partiti devono intrapendere se vogliono continuare a essere rappresentativi della società: devono diventare flessibili.
L'identità crolla sotto i colpi della mobilità, dei progetti e della collaborazione; è per questo motivo che i due principali partiti identitari hanno perso migliaia di consensi rispetto alle ultime elezioni politiche. Questa è la seconda fase della Globalizzazione, si passa dalla mobilità dei mercati e del lavoro a quella politica.
Un partito che ambisce a governare il Paese, non dovrà più mettere al centro del suo programma se stesso, la sua identità politico-culturale, ma dovrà enfatizzare i suoi progetti e le sue proposte.
L'Italia della Seconda Repubblica si appresta a morire per far nascere la Terza Repubblica. Questa sarà molto simile alla Repubblica Francese, sarà una democrazia competitiva dove le coalizioni vengono a formarsi sulla base di programmi condivisi e non su una semplice forma di compatibilità ideologica. La riforma elettorale appare indispensabile per assicurare la stabilità alla nuova repubblica, bisogna quindi sostituire il Porcellum (il sistema attualmente in vigore) con un sistema maggioritario a doppio turno (simile a quello adottato per le elezioni comunali) e abbandonare completamente l'idea di un possibile ritorno al sistema proporzionale (proposto da Beppe Grillo) che riprecipiterebbe l'Italia nella Prima Repubblica.
In conclusione, con grande coraggio i giovani italiani sono riusciti a riconquistare il proprio futuro, hanno capito che la partecipazione è la migliore cura contro i malanni della democrazia. E' dunque ora di guardare avanti, di pensare al domani, perchè è iniziata una nuova epoca: quella della Comunità.

Nicolò Berti

lunedì 13 giugno 2011

News dall'Europa

Ecco le pubblicazioni delle maggiori testate internazionali dopo la notizia del raggiungimento del quorum sui 4 referendum del 12 e 13 giugno:

Die Welt - "Berlusconi perde il referendum sul nucleare"

Le Monde - "Berlusconi ammette una sconfitta su tutte le questioni"

El Pais - "Gli italiani contrari all'energia nucleare e l'immunità di Berlusconi"

Financial Times - "Berlusconi affronta il colpo dei referendum"

I quattro maggiori giornali europei escono in prima pagina con la notizia della vittoria del referendum e tutti suppongo che sia un durissimo colpo per Berlusconi e per il suo governo. Anche all'estero ci si domanda "che sia l'inizio della fine di Berlusconi?"

Risultati finali referendum

Qui di seguito vengono riportati i risulati dei 4 quesiti referendari del 12 e 13 Giugno 2011. Queste sono le percentuali definitivi pubblicate sul sito del Ministero dell'Interno il 13 Giugno alle ore 18.00; rispettivamente per il quesito numero:

1 - Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione

  • votanti: 54,81% di cui 95,35% (SI) e 4,65% (NO)

2 - Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito.Abrogazione parziale di norma



  • votanti: 54,82% di cui 95,80% (SI) e 4,20% (NO)

3 - Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio di energia elettrica nucleare



  • votanti: 54,79% di cui 94,05% (SI) e 5,95% (NO)

4 - Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte costituzionale



  • votanti: 54,78% di cui 94,62% (SI) e 5,38% (NO)

Le percentuali si riferiscono rispettivamente: per la voce "votanti" al valore degli aventi di diritto al voto residenti e presenti sul suolo nazionale e che si sono recati alle urne, rispetto al totale; il dato è comprensivo del voto degli aventi diritto che si trovavano all'estero al momento della votazione, ma che hanno comunque avuto la possibilità di votare recandosi nei consolati e nelle ambasciate locali ; per la voce "SI" e "NO" il valore dei voti favorevoli o contrari rispetto al numero di votanti ad ogni quesito referendario, rispetto al totale.


"La libertà è partecipazione" (G.Gaber)
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domenica 12 giugno 2011

Risultati referendum (giornata del 12 giugno 2011)

alle 22.00 del 12 giugno ha votato, per il referendum numero:
- 1 e 2 (acqua pubblica) il 41,14%
- 3 (nucleare) il 41,11%
- 4 (legittimo impedimento) il 41,10%


alle 19.00 del 12 giugno ha votato, per il referendum numero:
- 1 e 2 (acqua pubblica) il 30,35%
- 3 (nucleare) il 30,32%
- 4 (legittimo impedimento) il 30,32%


alle 12.00 del 12 giugno ha votato, per il referendum numero:
- 1 e 2 (acqua pubblica) l'11,64%
- 3 (nucleare) l'11,63%
-4 (legittimo impedimento) l'11,63%



fonte: ministero degli interni

domenica 5 giugno 2011

"Fidatevi delle rinnovabili, faranno un balzo"

Parla Paolo Frankl, responsabile della IEA: l'atomo era in crisi già prima di Fukushima. "Nel 2035l'energia regalata da solo, vento e acqua varrà più del doppio delle centrali nucleari"

ROMA - Il nucleare insegue con fatica, ma la rimonta appare impossibile. Il divario con le fonti rinnovabili, che già oggi producono più elettricità di quella che deriva dalla fissione, si allarga sempre di più. E al 2035 l'energia regalata da sole, vento e acqua varrà più del doppio di quella prodotta dalle centrali nucleari. Non è la previsione di un'associazione ambientalista. Sono i dati elaborati dalla Iea, l'International Energy Agency che ha sempre guardato con favore all'atomo. Una conversione dulla via di Fukushima? [...]

leggi tutto l'articolo, clicca su:
diritti globali.it

sabato 4 giugno 2011

CON 4 SI' SI PUO' CAMBIARE L'ITALIA!


SEL MedioFriuli, il Circolo PD di Codroipo e Camino al Tagliamento e la Legamabiente MedioFriuli, vi invitano ad una serata divulgativa sui temi del referendum del 12 e 13 giugno.
Parteciperanno:

- Massimo MORETUZZO (responsabile settore acqua del Ce.V.I.)
- Fabrizio VENIER (componente segreteria regionale PD)
- Andrea SOLAZZO (esperto giuridico di SEL)

Il dibattito si terrà mercoledì 8 giugno alle ore 20.30 presso la Biblioteca Civica di Codroipo.

venerdì 3 giugno 2011

Banchetto

Sabato 4 e Domenica 5 Giugno, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 19 (il pomeriggio, solo sabato), saremo in p.zza Garibaldi a Codroipo per sostenere le campagne referendarie e per accogliere tutti coloro che desiderino conoscere meglio Sinistra Ecologia e Libertà. VI ASPETTIAMO!

martedì 31 maggio 2011

Un vento dal Nord


Da Milano a Napoli, da Trieste a Cagliari, passando per Bologna e Novara, un nuovo vento sta soffiando nel paese dell'immutabile; così come la Bora e il Maestrale, pare essere un vento potente e inarrestabile, l'unico in grado di spazzare via le oscure nubi che da anni coprono la politica Italiana.
E ancora una volta è Milano la locomotiva del cambiamento, come per Mussolini e per Berlusconi, la capitale del Nord diventa il laboratorio della nuova politica, la stazione di partenza per l'Italia del domani.
Con uno sconvolgente 55,10% Giuliano Pisapia, dopo aver conquistato da tempo i cuori dei milanesi, riesce ad entrare a palazzo Marino tra gli scroscianti applausi e i sorrisi di una Milano che crede nel cambiamento, e che desidera essere ancora la capitale della solidarietà e dell'innovazione, un ruolo che da quasi 15 anni gli era stato strappato da ammnistrazioni comunali incapaci e mafiose.
Dal canto suo Luigi de Magistris con un 65,37% riesce a conquistare il capoluogo Partenopeo, la capitale di quel Merdione tanto demonizzato dalle orde padano-leghiste. Una Napoli messa in ginocchio dalla munnezza e dall'abusivismo edilizio; una città stanca di vedere il proprio hinterland controllato dalla camorra e i suoi giovani ammazzati per la droga. Insomma anche Napoli ieri è andata alle urne e ha detto basta al governo incapace e ingessato della Bonino, e così come i milanesi, anche i napoletani hanno scelto il cambiamento, la novità che li guiderà fuori dal baratro e che farà tornare Napoli la capitale della cultura e della commedia italiana.
Infine non possiamo dimenticarci Trieste che con Roberto Cosolini e il suo 57,51% riesce a liberare, parole sue, "la città dai fantasmi del passato" e si dice pronto a compiere "scelte che guardino avanti"; e Cagliari dove con un imprevedibile 59,42% Massimo Zedda conquista il capoluogo sardo e dichiara "’è un’aria nuova, tanti elementi hanno contribuito a questa vittoria, Cagliari non si chiuderà nelle sue mura".
Insomma tutte le grandi città del Nord e la gran parte di quelle del Sud hanno scelto di cambiare, di chiudere con la politica mafiosa e corrotta, con il berlusconismo inefficente e colluso che per quasi 20 anni ha messo in ginocchio il Paese che solo ora, con i voti del 16 e del 30 maggio, sembra sperare ancora in un futuro migliore.

venerdì 27 maggio 2011

Gli Indignados, la voce dei giovani diventa un grido

E' da due settimane ormai che piazza Puerta del Sol, a Madrid, è occupata da migliaia di ragazzi stanchi della crisi che da 4 anni strangola la Spagna.
Il Carovita spagnolo è ormai salito a livelli vertiginosi e la crisi edilizia ed economica non accenna ad arrestarsi, insomma la Spagna di re Juan Carlos continua a soffrire gli effetti della pesante crisi economica che nel 2008 mise in ginocchio il gigante Statunitese e tutto l'Occidente.
Stanchi della crisi e delle inefficaci contromisure adotatte dal governo di Zapatero, i ragazzi di Puerta del Sol, gli "Indignados", continuano da giorni a manifestare la loro contrarietà verso la politica spagnola, accusandola di corruzione, di inefficenza e di aver rubato il futuro a centinaia di miglialia di giovani come loro.
Sono in molti ormai, in tutta Europa, a sostenere che le proteste giovanili che stanno sconvolgendo la penisola Iberica, presto si diffonderanno come una macchia d'olio in tutti i paesi più avanzati dell'Unione, incluso il nostro.
Qui in Italia le proteste degli studenti e dei precari ci sono già state e continuano ad essere all'ordine del giorno, ma nonostante ciò il governo continua ad ignorare tutti quei giovani italiani, che stanchi di vivere in condizioni di precarietà e di incertezza verso il futuro, hanno deciso di scendere nelle piazze e di manifestare apertamente il proprio dissenso.
Attraverso movimenti come il "5 stelle" di Beppe Grillo, una nuova consapevolezza sta nascendo nella nostra società, è un desiderio profondo di cambiamento, di distacco dal passato, per molti aspetti simile a quello seguito dopo lo shock di Tangentopoli, quello che diede vita alla cosidetta Seconda Repubblica.
E' quindi un fenomeno nuovo, inaspettato, figlio delle privazioni provocate dalla Crisi, davanti al quale la politica non può restare in disparte. I partiti devono ascoltare questi giovani, perchè è proprio a causa della loro sordità che questo dissenso è divenato protesta. Se le forze politiche anziché chiudersi nelle loro sedi, nei loro Parlamenti, avessero ascoltato i loro concittadini, avrebbero capito quanto disagio e quanta incertezza ci sia, sopratutto tra i più giovani.
La Sinistra da sempre si è dichiarata la forza riformatrice per eccellenza; la grande onda che dalle piazze arriva nei centri di potere, per cambiarli e per restituirli al popolo. Da anni però questa forza è venuta a mancare; dalla morte di Berlinguer, la Sinistra si è chiusa in se stessa, come se non fosse mai stata capace di superare lo shock provocato dalla morte prematura del suo più grande leader.
Ebbene è ora che la Sinistra si risvegli, che ritorni nelle piazze, ma non con le sue bandiere ormai triste ricordo di un passato lontano; ma con quella forza che solo lei, con la sua gente, con i suoi giovani riesce ad esprimere. La Sinistra deve andare in tutte le Puerte del Sol d'europa, e insieme ai precari, insieme ai giovani, insieme a tutti gli indignati, costruire una nuova politica, che non sia più schiava delle tradizioni e dei fasti passati; una Sinistra che sia portavoce della piazza, che sia in grado di essere quell'ondata vigorosa che spezza via le catene del passato, e che guarda al futuro come a una sfida dalla quale non si vuole scappare. Come disse Giorgio Gaber: "[...] il desiderio di appartenere a un razza che vuole cambiare veramente le vita".

giovedì 26 maggio 2011

Con i lavoratori della Fincantieri

Dopo che per nove mesi era covata, sedata e repressa, lunedì sera è esplosa la rabbia dei lavoratori Fincantieri. La notizia circolava da settembre, tra anticipazioni e smentite. Rassicurazioni, false promesse e forse illusioni. Ieri all'incontro romano tra azienda e sindacati, il demone si è fatto carne. Fincantieri ha annunciato la persistenza di 2.500 esuberi e quindi la necessità del gruppo, per sopravvivere, di procedere a ridimensionamenti e chiusure di stabilimenti. [...]

domenica 22 maggio 2011

un caso curioso


Una coppietta a Sapori Pro Loco:
io - "Buonasera posso lasciarvi un volantino?"
lui - "Si grazie. 2 Si ma per cosa?"
lei - "ma per il referendum no?!"

ormai sta diventando una cosa scontata, però un promemoria non guasta mai: il 12 e il 13 giugno vota 2 SI per di no, l'acqua non si vende!

giovedì 19 maggio 2011

Gli scioperi - un disagio per i clienti o per i titolari?

Il 1° aprile 2011 è stato indetto lo sciopero generale degli auto-ferro-tranvieri, e come tutti ben sapete i trasporti pubblici sono un necessità soprattutto per chi vive in città o per chi lavora in un luogo relativamente lontano.

Alla luce dei disagi che questo sciopero ha provocato sorge spontanea una domanda: ma questi scioperi (mi riferisco unicamente a quelli del comparto pubblico) per come vengono gestiti oggigiorno, non provocano più disagio ai clienti che ai datori di lavoro?

Effetivamente pare proprio che sia così; quindi il bloccare i servizi pubblici per manifestare la propria protesta non rischia di provocare un effetto boomerang, cioè di far dimunire la propria capacità di pressione (come scioperante) anziché aumentarla? Perchè sia ben chiaro che agendo in questo modo non solo si riscontra il malcontento dei datori di lavoro, ma anche quello dell'opinione pubblica e quindi la lotta diventa "tutti contro uno".

A mio parere una possibile alternativa potrebbe essere l'abolizione di tutte le tariffe per la giornata in cui si è indetto lo sciopero, in questo modo i trasporti (o i servizi degli uffici) sono gratuiti e quindi il danno si riversa interamente sulla azienda anziché sui cittadini.Credo che in questo modo la capicità di pressione degli scioperanti aumenti considerevolmente dato che il cliente può usufruire del servizio senza pagarne il prezzo.Inoltre il danno per il datore di lavoro è enorme dato che i cittadini attenderanno con trepidazione lo sciopero per compiere dei viaggi più lunghi (o svolgere le proprie pratiche) e quindi sfruttare al massimo il vantaggio. Quindi per quella giornata si riscontrerà un enorme utilizzo del servizio, che però viene erogato a costo 0 e quindi diventa estremamente sconveniente per il titolare non acconsentire alle richieste degli scioperanti.

Un'altra possibilità potrebbe essere il sistema Svedese, ovvero il dipendente pubblico può scioperare finché non gli è stato rinnovato il contratto, e quindi agisce a priori senza cagionare danni a terzi.
In conclusione ritengo che sia necessario rivedere la regolamentazione degli scioperi dei dipendenti pubblici, perchè ancora una volta le leggi attuali riducono il potere contrattuale del lavoratore e per di più cagionano danni al cittadino.

Nicolò Berti

Ai ballottaggi per vincere insieme

Abbiamo riaperto la partita come ci eravamo promessi al congresso fondativo di SEL a Firenze. Il risultato di Milano e non solo: basta guardare Cagliari, che ci dice che le primarie sono decisive per scegliere candidati competitivi capaci di rinnovare il centrosinistra e mettere in crisi il berlusconismo. Lo stesso risultato di De Magistris a Napoli, ci deve far leggere il primo turno come una sorta di primarie nel centrosinistra dove l’elemento dell’innovazione prevale su una razionalita politica e delle alleanze percepita come continuismo con la stagione del bassolinismo.

A differenza della precedente tornata amministrativa questa volta si va ai ballottaggio in molte città e province. Non dobbiamo avere tentennamenti: ovunque SEL deve lavorare per sostenere il candidato di centrosinistra arrrivato al ballottaggio perché a Milano come a Napoli si può vincere insieme al popolo di centrosinistra e dare un altra botta al berlosconismo.

Anche il risultato di SEL ha contribuito a riaprire la partita. Le elezioni amministrative non sono le elezioni politiche ma nonostante le difficoltà alcune oggettive altre che dipendono da noi e che vanno corrette, nelle principali città il risultato di SEL è incoraggiante. Quasi ovunque sopra il quattro con punte significative sopra il 6 come a Cagliari. Straordinario il risultato di Bologna dove la lista Frascaroli-Vendola supera il 10 dandoci anche qualche indicazione di lavoro su un risultato che ci premia di più dove siamo capaci di essere un soggetto aperto che sperimenta e non la tradizionale proposizione di un partitino di sinistra.

Una riflessione approfondita dovremmo invece fare su alcuni risultati negativi avuti in alcune realtà come ad esempio Reggio Calabria. Ovunque, comunque, nelle città piu significative, se si esclude Napoli dove ovviamente paghiamo la sconfitta di Morcone, SEL supera l’Italia dei Valori collocandosi cone partito principale del centrosinistra dopo il PD.

Ora ci aspetta ancora un mese di straordinario impegno e passione per vincere i ballottaggi e i referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento. Una sfida decisiva per costruire il nuovo centrosinistra e battere il berlusconismo, insomma per vincere la partita che abbiamo contribuito in modo decisivo a riaprire.

Paolo Cento

tratto da http://www.sinistraecologialiberta.it/articoli